Affari europei

ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Analisi

La Commissione europea è una delle principali istituzioni dell'Unione europea, suo organo esecutivo e promotrice del processo legislativo. Rappresenta e tutela gli interessi dell'Unione europea nella sua interezza e avendo il monopolio del potere di iniziativa legislativa, propone l'adozione degli atti normativi dell'UE, la cui approvazione ultima spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea; è responsabile inoltre dell'attuazione delle decisioni politiche da parte degli organi legislativi, gestisce i programmi UE e la spesa dei suoi fondi strutturali.

Il presidente della Commissione europea viene designato a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo, che deve tenere conto del risultato delle elezioni del Parlamento europeo. Per garantire maggiore democraticità alle Istituzioni europee ed avvicinare i cittadini alle politiche UE proponiamo l'elezione diretta del Presidente della Commissione europea.

Azioni

- In corso di definizione

 

UN'ARMONIZZAZIONE EUROPEA DELLA FISCALITÀ D'IMPRESA

Analisi

Dai dati contenuti nel Doing business index della Banca Mondiale emerge che gli Stati membri, in alcuni casi, hanno un Total Tax Rate molto differente tra loro. Il Total Tax Rate calcolato dalla Banca Mondiale comprende tutte le tasse, le imposte e i contributi previdenziali che gravano sulle aziende. Il c.d. "dumping fiscale" distorce la concorrenza giacché crea condizioni fiscali più favorevoli per le aziende in alcuni Stati rispetto ad altri.

Attraverso il dumping fiscale alcuni paesi (Croazia: Total Tax Rate 19,8 %; Bulgaria: 27,7 %; Danimarca: 27 %) cercano di attrarre imprese e contribuenti da altri Paesi dell'Unione europea rendendo complesso perseguire politiche per la crescita e l'occupazione, come in Italia (Total Tax Rate 65,8 %), Spagna (Total Tax Rate 58,6 %) e Francia (Total Tax Rate 64,7).

È necessaria un'armonizzazione europea della fiscalità d'impresa per evitare una "gara al ribasso" nel campo fiscale con evidenti pregiudizi per la sostenibilità del welfare state a livello UE.

Azioni

- In corso di definizione

UNA POLITICA EUROPEA PER LA GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI

 

Analisi

Il Regolamento di Dublino III stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione), nell'ambito della Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 1951 e la relativa direttiva UE.

Secondo il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli (ECRE) e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), il sistema attuale non riesce a fornire una protezione equa, efficiente ed efficace. È stato dimostrato in diverse occasioni che il regolamento impedisce i diritti legali e il benessere personale dei richiedenti asilo, compreso il diritto a un equo esame della loro domanda d'asilo e, ove riconosciuto, a una protezione effettiva. Esso conduce inoltre a una distribuzione ineguale delle richieste d'asilo tra gli Stati membri.

Inoltre occorre introdurre una politica pubblica efficace per fermare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo e nelle rotte balcaniche e investire nella cooperazione internazionale, in particolar modo verso i Paesi africani, per promuovere le opportunità di pace e sviluppo economico e sociale la cui assenza origina gran parte dei flussi migratori verso l'Europa.

Azioni

- In corso di definizione

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